Dottor francesco Crescenzi
DR. FRANCESCO CRESCENZI
SPECIALISTA IN OSTETRICIA E IN GINECOLOGIA

MEDICO CHIRURGO
TERAPIA PER L'INFERTILITÀ DI COPPIA

Visita e controllo ostetrico

Dopo aver fatto il test di gravidanza e comunque entro il primo trimestre occorre affidarsi ad un ginecologo per la prima visita ostetrica.

La paziente dovrà fornire tutti i dati in modo da costruire un’ anamnesi familiare, fisiologica e patologica il più possibile accurata. Per questo verranno trascritti:

  • dati anagrafici,
  • storia personale,
  • gruppo sanguigno e fattore RH
  • malattie ereditarie della famiglia da parte della futura mamma e del futuro papà (diabete, anemia, malattie endocrinologiche,…)
  • precedenti gravidanze o aborti,
  • allattamento al seno
  • malattie e allergie
  • e tutte quelle informazioni che possono aiutare a definire il progredire della gravidanza.

Ad ogni incontro mensile verranno prescritti e poi attentamente valutati gli esami del sangue, verrà effettuata la visita ostetrica ed un look ecografico.

Dovete avere piena fiducia nel personale che vi segue e riferire qualsiasi disturbo, dubbio o paura per affrontarla al meglio insieme.

Il personale ostetrico offrirà una corretta assistenza durante tutto il decorso della gravidanza, sia nel caso non presenti fattori di rischio/fisiologica sia che sia a rischio/patologica.

Per prenotare la prima visita ostetrica o i successivi controlli, contattate il nostro studio al numero 06 60670621.

esami ostetrici
visita pre-parto

IL PARTO: QUANDO RECARSI IN OSPEDALE?

Il parto è un avvenimento di enorme portata simbolica per la coppia ed è importante che la futura mamma all’avvicinarsi al momento clou della gravidanza ovvero il travaglio di parto sappia cosa è giusto fare e come organizzarsi per recarsi in ospedale nei modi e nei tempi opportuni.

E’ giunto il momento di recarsi in ospedale quando la donna avverte contrazioni uterine dolorose che si susseguono a intervalli regolari di tempo (ogni 5-10 minuti) e hanno una durata di circa 40-50 secondi.

 

Le contrazioni possono essere associate o meno a perdita di muco (tappo mucoso) o di liquido amniotico, che è il liquido in cui il feto “nuota” nei nove mesi di gravidanza. L’inizio delle contrazioni non è altro che l'attività dell' utero che si prepara a far nascere il bambino.

Distinguiamo due tipi di contrazioni, le contrazioni irregolari preparatorie (dette di “Braxton Hicks”) e le contrazioni del travaglio. Le prime spesso vengono confuse con le contrazioni del travaglio vero e proprio, in realtà sono appunto preparatorie e alcune donne addirittura non le percepiscono. Iniziano a presentarsi nella maggior parte dei casi durante il terzo trimastre di gravidanza, più spesso la sera, sono leggermente dolorose, ma soprattutto irregolari. Le contrazioni preparatorie possono durare spesso alcuni giorni e a volte addirittura non si presentano per un giorno intero. Sicuramente il momento del parto si sta avvicinando ed è consigliabile riposarsi il più possibile per fare il pieno di “ forze ” che serviranno ad affrontare le varie fasi del parto.

Quando invece si avvertono contrazioni “ vere ” sempre più dolorose a intervalli regolari di tempo, con frequenza sempre più ravvicinata e intensità e durata crescenti vuol dire che l’utero inizia a contrarsi ritmicamente. La contrazione inizia debole, raggiunge il picco di intensità (momento più doloroso) e poi decresce fino a terminare completamente. La donna la percepisce come una forza piena che man mano decresce di intensità ed è quindi giunto il momento di andare in ospedale. Il passaggio dalle contrazioni preparatorie a quelle da travaglio non è sempre netto, ma queste ultime possono essere facilmente riconosciute per le loro particolari caratteristiche: le contrazioni da travaglio di parto, una volta iniziate, non si interrompono e le pause tra una contrazione e l’altra sono regolari e via via sempre più brevi. È consigliabile andare in ospedale quando le contrazioni si succedono a una distanza di circa 5-10 minuti e hanno una durata di circa 40-50 secondi.

Ci sono altre situazioni in cui è opportuno che la donna si rechi in ospedale anche in assenza di contrazioni e sono:

1. perdita di liquido non associata a contrazioni. La rottura del sacco amniotico con la fuoriuscita del liquido amniotico ("perdere le acque") è una motivazione poiché una volta rotto il sacco amniotico che faceva da barriera al feto il nascituro non è più difeso dall' ambiente esterno ed è esposto a possibili infezioni, bisogna perciò stare sotto controllo. In ospedale il medico provvederà a somministrare una terapia antibiotica per ridurre il rischio e per prevenire infezioni, cogliere eventuali stati di sofferenza fetale o semplicemente per attendere l'inizio delle contrazioni che, nella gravidanza a termine (da 38 a 42 settimane) intervengono in circa il 90% dei casi entro 24 ore dal momento della rottura del sacco. Se il liquido amniotico che scola è chiaro non c’è urgenza, potete raggiungere con calma il pronto soccorso ostetrico, se invece il liquido è citrino o verdastro, occorre accelerare i tempi. Questa colorazione rivela la presenza di meconio  (materiale di rifiuto contenuto nell'intestino del neonato cioè le sue prime feci) nel liquido amniotico che di solito viene emesso nelle prime ore dopo la nascita. In alcuni casi però l’emissione avviene già in utero come segno di maturità dell’intestino fetale o come segno di possibile sofferenza del nascituro.

2. dolori intensi e violenti all'addome o in regione lombare.

3. perdite di sangue rosso vivo dalla vagina che possono essere dovute a un problema della placenta che va affrontato con urgenza.

4. la donna non sente più muovere il suo bambino/a come al solito. Ogni mamma durante la gravidanza impara a conoscere le abitudini del suo bimbo e avverte subito se qualcosa si discosta dalla normalità. In condizioni di sofferenza fetale, che può essere causata, ad esempio, da liquido amniotico tinto o liquido amniotico ridotto, insufficienza placentare, il bambino presenterà una riduzione dei suoi movimenti, come meccanismo di compenso alla carenza di ossigeno indotta (ipossia).

5. La donna è colta da un senso di agitazione. Finché le contrazioni non sono troppo forti è consigliabile stare a casa perché l'ambiente è più confortevole e meno stressante. Alcune donne, però, si sentono più tranquille se vivono questo momento all'interno di un ospedale. È una questione personale, l'importante è scegliere la situazione che dà più tranquillità.

6. aumento della pressione  arteriosa

7. qualsiasi altro sintomo inatteso e imprevisto che potrebbe indicare qualche problema subentrante.

Ogni donna vive e racconta in modo diverso la propria esperienza del parto. Per una donna con una fisiologica gravidanza a termine non ci sono limitazioni particolari e non esiste un percorso uguale per tutte, basta semplicemente attenersi a queste semplici raccomandazioni. L’importante è ascoltare il proprio corpo e i cambiamenti che pian piano iniziano, e pensare al bambino che dopo nove mesi di attesa sta per nascere. In bocca al lupo a tutte voi!

Scritto dal Dr. Francesco Crescenzi

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FUMO E GRAVIDANZA

 

Molti studi scientifici condotti sulle donne dimostrano che fumare ha conseguenze negative sull’andamento della gravidanza e sul benessere del feto e del neonato. Si associa ad un aumento di aborti spontanei, di gravidanze extrauterine in chi fuma più di 20 sigarette al giorno, al rischio di parti pretermine, alla nascita di neonati con peso più basso (stimato circa 200 grammi in meno in donne fumatrici attive e circa 80 grammi in donne che subiscono il fumo passivo), e, infine, ad un incremento del rischio di mortalità perinatale. La nicotina e il monossido di carbonio attraversano la placenta e questo determina un minor apporto di ossigeno e una riduzione della circolazione utero-placentare. L’ esposizione alla nicotina durante la vita fetale avrebbe un effetto negativo sulla regolazione della respirazione nel sonno del neonato, causandone in alcuni casi la morte improvvisa (SIDS - sindrome della morte improvvisa del neonato).

Per avere una stima precisa però del danno causato dal fumo, occorrerebbe conoscere la fertilità che avrebbero avuto le donne fumatrici se non avessero fumato, cioè in "condizioni normali", ma questo naturalmente non è possibile.

Scritto dal Dr. Francesco Crescenzi

 

NAUSEA E VOMITO IN GRAVIDANZA: CONSIGLI PRATICI

Gravidanza e nausea

Il 50% delle donne in gravidanza soffre di nausea e/o vomito nel corso del primo trimestre e in diverse il problema si estende fino a tutto il IV mese. Questi disturbi comportano uno stato di malessere generale da rendere difficile nutrirsi in modo adeguato proprio in un momento in cui è fondamentale soddisfare le aumentate necessità di nutrienti per l’embrione/feto e per la mamma.

Il non alimentarsi per la nausea determina un’ipoglicemia (calo dello zucchero nel sangue) che a sua volta determina nausea e peggiora quella già presente!

VI CONSIGLIO QUESTI ACCORGIMENTI CHE POTREBBERO FARVI STARE MEGLIO.

Se queste raccomandazioni non fossero sufficienti a garantire una alimentazione adeguata è necessario rivolgersi al proprio ginecologo per la prescrizione di terapie specifiche volte a combattere la nausea e il vomito.

  1. Mangiare piccoli pasti ad intervalli di 3-4 ore in modo da avere sempre un livello adeguato di glicemia.
  2. Prediligere per gli spuntini crackers, fette biscottate, pane tostato, patate, dolci di riso, biscotti integrali.
  3. Evitare le bevande zuccherate o i dolci di pasticceria.
  4. Assumere una sufficiente quantità di proteine (80-100 grammi/die) e grassi come pollame o pesce, più facilmente digeribili rispetto alle carni rosse. Se pesce e carne ti provocano nausea ricorda che latte, yogurt, spinaci e legumi sono fonti importanti di proteine.
  5. Mangiare prima di accorgersi di avere fame. Con il senso di fame aumenta la secrezione acida dello stomaco che può ulteriormente peggiorare la nausea.
  6. Evitare i condimenti troppo elaborati, speziati o salati.
  7. Prima di coricarsi fare uno spuntino con fette biscottate, crackers e pane tostato.
  8. Al risveglio restare a letto per 20 -30 minuti e subito dopo fare uno spuntino ricco di biscotti integrali, dolci di riso, ecc. E’ possibile preferire anche snack salati (crackers, grissini salati). Alzarsi lentamente dal letto, i movimenti bruschi e rapidi peggiorano la nausea.
  9. Bere almeno un litro di acqua al giorno. Uno dei rischi del vomitare in gravidanza è la disidratazione. Bere a piccoli sorsi durante il giorno, preferibilmente acqua gassata, meglio se con l'aggiunta di limone spremuto.
  10. Evitare il caffè o i succhi di frutta, possono amplificare la nausea.
  11. Assumere tutte le vitamine essenziali.

Scritto dal Dr. Francesco Crescenzi

 

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